FGN-0017 · Fognature · Livello intermedio
Come suddividere un bacino scolante tra più collettori
Ripartizione delle superfici tra nodi di captazione, rami paralleli e reti con recapiti differenti
Ultimo aggiornamento: 2026-09-11
In sintesi
Quando uno stesso comparto urbano può contribuire a più collettori, la ripartizione non deve essere effettuata in base alla sola vicinanza planimetrica né distribuendo arbitrariamente una percentuale della portata. Il bacino va suddiviso in sottobacini fisicamente riconoscibili, ciascuno associato al proprio percorso superficiale e punto di captazione. Solo quando il dettaglio delle caditoie non è disponibile si può adottare una ripartizione percentuale, basata su lunghezze drenate, pendenze, capacità di intercettazione o dati osservati. In ogni caso la somma delle aree e dei contributi deve restituire il bacino originario senza duplicazioni.
Non duplicare la stessa superficieAssegnare lo stesso poligono a due nodi produce due volte il medesimo volume. La ripartizione deve avvenire geometricamente oppure mediante frazioni la cui somma sia esattamente pari all'unità.
La capacità del collettore non definisce il bacinoLa superficie contribuisce al ramo che la capta realmente. Se il collettore risulta insufficiente, il modello deve evidenziare la criticità; non si deve spostare area su un altro ramo solo per far tornare la verifica.
Il problema progettuale
Piazze, grandi parcheggi, viali a doppia pendenza e comparti serviti da rami paralleli possono scaricare verso più punti della rete. La rappresentazione deve conservare sia il volume totale sia la differente tempistica dei contributi.
Una ripartizione errata modifica le portate nei rami a monte, nei nodi di confluenza e nel collettore principale, spostando artificialmente i sovraccarichi.
Preferire una suddivisione fisica
Il metodo più trasparente consiste nel tracciare sottobacini separati seguendo linee di massima quota, colmi trasversali, pendenze stradali, cordoli e posizione delle caditoie. Ogni sottobacino viene poi associato a un solo nodo.
Questa soluzione permette di attribuire a ciascuna parte area, impermeabilizzazione, percorso e tempo di corrivazione specifici.
Suddivisione di un comparto urbano in sottobacini associati a caditoie e collettori differenti, con controllo della conservazione dell'area.
Usare le caditoie come punti di separazione
La disposizione delle caditoie e la pendenza della cunetta determinano quale tratto di strada alimenta ciascun ingresso. In presenza di griglie trasversali, bocche di lupo o sistemi continui, il limite può non coincidere con la mezzeria tra due nodi.
Occorre inoltre verificare se una caditoia è collegata al ramo ipotizzato e se la sua capacità di intercettazione è sufficiente durante l'evento di progetto.
Quando usare una ripartizione percentuale
Una ripartizione percentuale può essere ammessa in modelli preliminari o con dati incompleti. Le percentuali possono essere stimate da area servita, lunghezza di strada, numero e posizione delle caditoie, pendenza trasversale o prove di tracciamento.
Le frazioni devono essere motivate e sottoposte ad analisi di sensibilità. Non devono essere utilizzate per compensare risultati idraulici sfavorevoli.
Non ripartire soltanto l'area
Se le parti del bacino hanno caratteristiche differenti, ogni sottobacino deve possedere i propri parametri: coefficiente di deflusso o percentuale impermeabile, tempo di corrivazione, pendenza, larghezza equivalente, infiltrazione e accumulo superficiale.
Dividere l'area mantenendo un unico tempo di risposta può concentrare o ritardare impropriamente i picchi.
Rami paralleli e reti su entrambi i lati della strada
Nei viali con collettori laterali, la pendenza trasversale della carreggiata e la posizione del colmo determinano la ripartizione. Incroci, passi carrabili e avvallamenti possono trasferire acqua da un lato all'altro.
La mezzeria stradale è un limite valido solo quando coincide con un reale spartiacque superficiale continuo.
Bacini con recapiti finali differenti
Se le parti del comparto scaricano verso recapiti diversi, la separazione deve essere mantenuta fino alla destinazione finale. Questo è particolarmente importante per reti separate, scolmatori, vasche o limiti di scarico distinti.
Trasferimenti tra reti devono essere rappresentati con elementi idraulici espliciti, non mediante una modifica implicita delle aree.
Cosa accade durante il sovraccarico
In condizioni ordinarie ogni superficie segue il proprio percorso. Durante eventi intensi, la capacità limitata delle caditoie o il rigurgito può produrre bypass superficiali verso un altro collettore.
Questo comportamento non va rappresentato modificando staticamente le percentuali del bacino. Nei modelli che lo richiedono occorre aggiungere percorsi superficiali, soglie o collegamenti tra nodi.
Controlli di conservazione
Per ogni bacino originario bisogna verificare:
- somma delle aree dei sottobacini uguale all'area iniziale;
- somma delle frazioni pari a uno;
- nessuna superficie assegnata a più nodi;
- volume totale coerente a parità di pioggia e perdite;
- distribuzione dei picchi coerente con i tempi di risposta;
- continuità delle portate ai nodi di confluenza.
È utile confrontare un modello aggregato e uno suddiviso per comprendere quanto la discretizzazione influenzi il risultato.
Procedura operativa consigliata
1. Identificare tutti i collettori e i punti di ingresso interessati. 2. Ricostruire pendenze superficiali, cordoli e percorsi nelle cunette. 3. Associare ciascuna caditoia al ramo effettivo. 4. Tracciare sottobacini fisici con un solo recapito. 5. Usare percentuali solo dove la geometria non è ricostruibile. 6. Assegnare parametri idrologici specifici a ciascuna parte. 7. Controllare somma delle aree e assenza di duplicazioni. 8. Simulare portate nei rami e nella confluenza. 9. Valutare bypass superficiali negli scenari di sovraccarico. 10. Documentare criteri, fonti e incertezze.
Errori frequenti da evitare
- Dividere la portata al 50% senza un criterio fisico.
- Assegnare lo stesso bacino completo a più collettori.
- Usare la mezzeria stradale come limite automatico.
- Ignorare il collegamento reale delle caditoie.
- Spostare area per eliminare un sovraccarico del modello.
- Mantenere identico il tempo di corrivazione per parti molto diverse.
- Rappresentare un bypass dinamico con percentuali statiche.
- Non verificare il bilancio complessivo delle superfici.
Indicazioni conclusive
Un bacino va ripartito seguendo il percorso reale dell'acqua verso i punti di captazione. La suddivisione geometrica è preferibile perché rende verificabili area, parametri e recapito di ogni contributo.
Le percentuali sono una semplificazione possibile, ma devono essere motivate, conservative e accompagnate da controlli di sensibilità e conservazione.
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Domande frequenti
Posso dividere un bacino assegnando il 50% a ciascun collettore?Solo se esiste una giustificazione fisica o documentale. In generale occorre ricostruire le aree effettivamente captate o adottare percentuali motivate e verificate.
La mezzeria della strada è sempre lo spartiacque?No. Deve coincidere con un colmo reale della carreggiata; pendenze, incroci e avvallamenti possono modificare il percorso.
Come evito di duplicare il volume?Ogni superficie deve appartenere a un solo sottobacino oppure essere ripartita con frazioni la cui somma è esattamente pari a uno.
Cosa faccio se non conosco i collegamenti delle caditoie?Si adottano ipotesi dichiarate, si esegue un sopralluogo e si confrontano scenari alternativi. Le zone più influenti richiedono indagini prioritarie.
Il rigurgito può cambiare il collettore che riceve l'acqua?Sì, tramite allagamento e bypass superficiale. È però un comportamento dinamico da modellare con percorsi superficiali, non modificando staticamente l'area.